La Fase 2 è una trappola

Scenario: siete su una nave crociera che viaggia placidamente nei grandi mari, niente burrasche all’orizzonte, clima mite, tutto perfetto. A un certo punto scatta l’allarme: non si capisce se il rischio è di cozzare contro un iceberg, se c’è una tempesta tropicale anomala, un tifone, Moby Dick.

Non si conosce il pericolo, si sa che però incombe. Il capitano della nave, consigliato dal suo social media manager, invece di usare l’interfono di bordo per comunicare ai passeggeri quali istruzioni seguire, decide di fare una diretta sui propri canali social, per aumentare follower ed engagement. Inizialmente i passeggeri reagiscono bene: cliccando sugli smartphone si dimentica il pericolo, inoltre il capitano ha detto che se succede qualcosa è colpa di chi si alza dal proprio posto senza permesso.

A un certo punto però ognuno vuole dire la sua e all’ennesima diretta facebook, dopo giorni di stallo in mare, partono le teorie del complotto: la terra piatta, Bill Gates, il signoraggio, qualsiasi cosa.

Dopo due mesi di vagare per gli oceani, le persone sono distrutte e sfiancate, il personale di bordo si è annoiato di andare in giro a controllare chi non usa la cintura di sicurezza sui seggiolini, chi ha lasciato il water con la tavoletta sollevata, ecc. Il capitano continua imperterrito con le sue dirette social, dopo aver nominato varie commissioni di esperti per uscire dall’impasse: ognuno dice la sua, spesso facendo ancora più confusione dei complottari stessi, tutti vanno alla ricerca del like e della diretta per gonfiare i propri ego, nessuna soluzione valida.

A un certo punto il capitano decide che ci vuole una app di navigazione che, incrociando tutti i dati dei passeggeri inclusi i segni zodiacali, li processi in un algoritmo per decidere quale sia la rotta sicura per approdare da qualche parte. Gli ingegneri informatici propongono una soluzione abbastanza stabile e rispettosa della privacy, ma il capitano preferisce affidare tutto alla Lollipop Enterprise, la stessa società che gestisce le slot machines di bordo, col risultato che la app esce con una grafica fighissima, ricchi premi e notifiche da urlo, ma è praticamente inutile per gli scopi prefissati.

Alla fine, il capitano decide di affidare il controllo della nave ai passeggeri, si ritira in cabina con uno sparuto gruppo di crisi per cercare un nuovo piano editoriale da mandare sui social e sulla tv nazionale, per comunicare al meglio come ha gestito la crisi: del resto, se la nave dovesse andare a sbattere contro una scogliera, la colpa sarebbe di quegli incapaci dei passeggeri. Salite a bordo cazzo!

Ecco perché la fase 2 è una trappola: hanno usato i dati a casaccio sin qui, per imporre un lockdown poliziesco, mentre il problema era il sistema sanitario e l’impreparazione alla gestione della crisi. Adesso, qualsiasi cosa succederà, la colpa sarà sempre e comunque dei cittadini, con buona pace delle fabbriche mai chiuse, delle imprese riaperte in deroga, delle case di cura e degli ospedali divenuti focolai d’infezione.

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