Lockdown e Liberazione

perché si festeggia il 25 aprile | +L'Usignolo+Veritatem ...

Sono anni che questa classe politica tenta, in un modo o nell’altro, di appiattire, cancellare, archiviare, i significati più profondi del 25 Aprile come festa di liberazione nazionale dal nazi-fascismo.

Serviva un’occasione irripetibile per imporre una serie di provvedimenti liberticidi, annullare le libertà civili, sociali e individuali, provare a narcotizzare, immobilizzare, reprimere e soffocare, quel residuo di sentimento libertario e democratico di questo paese.

Grazie alla gestione militaresca e poliziesca dell’emergenza covid19, questo governo ci è riuscito, almeno in parte, almeno sin qui. Questa classe politica, in buona parte espressione pura del rossobrunismo, che da tempo tenta di appropriarsi di simboli e caratteri libertari per omogeneizzarli nel calderone del post-pensiero dell’alt-right, avrà in sede storica la responsabilità dello scempio, della malagestione, della propaganda urlata. Ammesso che ci sia ancora una possibilità di scriverla la storia, rispetto a una mente collettiva che nel populismo digitale, nei social media e nel flusso perpetuo della comunicazione effimera, ha quasi del tutto perso la capacità critica, generativa e connettiva.

La memoria, oggi, da stratificazione complessa e variegata di pensiero, parola, identità, che porta in dote il conflitto e le relazioni di potere, sta diventando tabula rasa dove inscrivere post, like, app, banalità liquide buone per un giro di condivisione e commento. Non c’è più spazio per ricordare, troppa fatica, meglio delegare ai padroni del linguaggio, che impongono forme di controllo attraverso strutture invisibili, per sorvegliare e punire.

Resistenza!