Buon 2019!

Finisce letteralmente coi botti il 2018 politico del M5S, che in un solo colpo rottama definitivamente la regola dei due mandati ed espelle un po’ di dissidenti a partire dal simbolo De Falco, mosse ampiamente prevedibili e più volte ipotizzate. Torna Di Battista e si crea un affollamento mediatico senza precedenti, tanto che il discorso di Mattarella sarà seguito dagli altri di Salvini, Grillo, Di Maio e Dibba. Una militarizzazione mediatica senza precedenti che serve per continuare ad alimentare una realtà alternativa per i fan e cercare di aprire una nuova fase di campagna elettorale verso le elezioni europee.

Il movimento completamente sostituito dall’inner circle Di Maio-Casaleggio in alcune cose a volte sembra far intravedere un assetto più complesso e variegato, come testimonia il post, prima lanciato e poi ritirato, sul “terrorismo mediatico” da parte del Blog delle Stelle. Analisi da rivedere bene nel 2019, soprattutto in caso di debacle europea.

Nella manovra finanziaria, oltre alle chicche come l’IVA al 5% sul tartufo e alle numerose prebende affidate a destra e manca per fare lobbying, ci sono vere e proprie misure folli, come gli affidamenti diretti sotto soglia da parte dei comuni alle ditte appaltatrici, con una soglia alzata da 40.000 a 150.000. Come ha fatto notare un ex eroe grillino (quando non erano al governo, si capisce) come Raffaele Cantone, senza il requisito della certificazione antimafia si rischia di favorire il crimine organizzato e la corruzione dei funzionari della pubblica amministrazione.

Il M5S sembra per molti aspetti crescere come una brutta copia del PD renziano e laddove Renzi favorì Apple e IBM, il M5S favorisce Amazon (in palese conflitto d’interessi rispetto alla Casaleggio Associati), ma riesce anche a seguire le orme di Berlusconi, favorendo gli evasori fiscali. Una continuità impressionante, anche questa da monitorare bene nel 2019.

Casaleggio padre del resto era un novello forzista e leghista della prima ora e per anni il no ai migranti è stato bombardato sul blog di Grillo. Tutto sta andando esattamente come deve andare, non c’è nulla di cui stupirsi, ormai solo i fan delusi di sinistra non hanno ancora capito che il M5S è destra pura. Sarà il 2019 l’anno buono per il risveglio dell’elettorato pentastellato che ancora si rivede nel progetto originario?

Nel frattempo la concretizzazione dell’immaginario nato sul blog di Grillo, tra teorie del complotto, signoraggio bancario, cure anticancro a base di limone e bicarbonato, vive e prospera in questa manovra, dove si dà il via libera anche chi esercita professioni sanitarie senza titolo, stabilendo una deroga per l’iscrizione agli ordini anche da parte dei professionisti senza titoli che abbiano lavorato, nell’arco di 10 anni, almeno per 36 mesi.

Ma c’è di peggio: la clausola di salvaguardia di 23 miliardi di Iva per il 2020 è una spada che pende anche sul capo di Salvini, che non a caso continua la sua strategia di foodblogging e post buongiornisti per sviare l’attenzione. Nei prossimi anni a quanto arriverà l’IVA? Cosa faranno gli imprenditori del nord-est? L’art attack di Di Maio e la nutella di Salvini non bastano per cancellare del tutto la realtà dei fatti. Mentre Di Maio e Salvini sono alle prese con la loro adolescenza politica fatta di bugie e diniego della realtà, cosa faranno gli italiani che veramente non arrivano a fine mese? Quando la bolla di iperrealtà scoppierà, i nostri eroi legastellati probabilmente faranno la fine di Renzi?

Quando Di Maio dice che l’IVA non aumenterà mai finché M5S sarà al governo, significa forse che un po’ di sano realismo gli è rimasto e nemmeno lui crede che questo governo durerà oltre il 2019. Soprattutto, a vedere cosa si agita dietro il sipario del M5S, tra un Di Battista che ritorna, un Casaleggio che fa lobbying a 360° e Grillo che preme per tornare protagonista, sembra chiaro che molti pensano che alle prossimi elezioni, europee e non, il partito non farà lo stesso risultato del 4 marzo scorso. Superata la fase di espansione massima, il M5S ora deve stabilizzarsi e capire come fruttare il potere ottenuto.

La mappa della Luiss Centralità della Lega e isolamento del PD: il nuovo spazio politico italiano conferma quanto detto sulla zona grigia M5S, che sta facendo da comburente per la politica leghista. Senza l’azione del M5S, Salvini non avrebbe acquistato questa centralità e il leit motiv del 2019 sarà vedere i due competitor di governo alla ricerca dell’egemonia per comandare in solitaria.

Buon Anno e arrivederci tutti al 2019!