La Fuffa© [spiegata bene]

 

La Fuffa© è forte, è egemonica, è un elemento primo nel meltingpot nazional-populista sovranista-digitale di questo governo.

La Fuffa© permea lo spirito dei tempi che stiamo vivendo, è ovunque, negli influencer che vendono acqua a prezzi imbattibili, negli intellettuali che vi raccontano che se un bambino a 3 anni già si fa i selfie è destinato sicuramente a diventare un genio, nei filosofi che vi dicono di stracciare i libri (tranne i loro) e studiare su Wikipedia e Facebook.

L’elenco potrebbe continuare a lungo, La Fuffa© permea ormai buona parte della società contemporanea.

Quando La Fuffa© governa, succede questo.

Il M5S in questi ultimi giorni ha dovuto, nel vincolo del “contratto di governo” con la Lega di Salvini, fare un po’ di cose alla vecchia maniera, diciamo come quando Salvini era al governo con Berlusconi nei decenni passati:

  • condono edilizio per Ischia
  • condono fiscale sotto i 100mila euro, anche in caso di riciclaggio e illeciti, sanabilità anche dell’IVA
  • via libera al TAP e alla TAV
  •  un reddito di cittadinanza che é in realtà una specie di assegno sociale vincolato a una serie di obblighi di workfare di stampo ultraliberista, in totale continuità con quanto già fatto dal governo Renzi
  • avallo delle spese militari anche per gli F35, adesso vediamo cosa dirà Grillo alla prossima marcia per la pace di Assisi

Ci sarebbe altro ancora, tipo il fare finta che i 49mln rubati dalla Lega non esistano, problematiche serissime per la questione lavoro, sviluppo ed ecologia come l’ILVA, tutte quelle cose che una volta facevano parte delle famose cinque stelle, che oggi probabilmente i clicattivisti nemmeno ricordano.

Gli elettori del M5S non sono proprio uguali a quelli di Berlusconi, quando hanno un mal di pancia vanno subito a vomitare bile sui social e da sempre la società di comunicazione che gestisce la politica stellata è sensibile al sentiment della rete.

Gianroberto Casaleggio era famoso per operare scelte strategiche a volte apparentemente strane, impopolari, magari politicamente ed eticamente discutibili, ma in linea di massima funzionali alla gestione espansiva del consenso e dell’audience grillina.

Di Maio ha dichiarato «Nel testo che è arrivato al Quirinale c’è lo scudo fiscale per i capitali all’estero. E c’è la non punibilità per chi evade. Noi non scudiamo capitali di corrotti e di mafiosi. E non era questo il testo uscito dal Cdm. Io questo testo non lo firmo e non andrà al Parlamento», e ancora: «Questo è un condono fiscale come quello che faceva Renzi, io questo non lo faccio votare»

Occorre come sempre notare che questa campagna di comunicazione è partita nel salotto di Bruno Vespa, il tanto vituperato Porta a Porta dove una volta Berlusconi e Renzi spacciavano le loro fake news di regime, ora divenuto oracolo e fonte di verità grazie al #governodelcambiamento.

Un’uscita talmente clamorosa da obbligare Mattarella a controbattere su Twitter.

Tutto ciò è accaduto in diretta, obbligando Bruno Vespa a mettere in imbarazzo Di Maio, che ha controbattuto così: «Ah, non è arrivato? Si vede che si sarà perso per strada».

Una manfrina da film thrash che gli alleati leghisti non dimenticheranno, infatti già si sono registrate dichiarazioni come quelle del sottosegretario leghista all’Economia Massimo Bitonci: «quando hanno visto che il loro elettorato non prendeva bene la norma hanno pensato di fare un po’ di casino».

 

 

I leghisti hanno 30 anni di politica alle spalle e una struttura interna composta da persone di spessore, capaci di gestire la cosa pubblica, mentre i grillini nel migliore dei casi hanno qualcuno dei loro che a partire dal 2013, la prima legislatura pentastellata, ha frequentato qualche corso alla Link Campus di Vincenzo Scotti e poco altro. Lo stesso Di Maio mostra delle lacune talmente clamorose e una incompetenza nei fatti amministrativi e nelle procedure istituzionali che lo espongono a forti imbarazzi politici, verso gli alleati e in sede internazionale.

Ad ogni modo La Fuffa© ha funzionato egregiamente, oggi tutti i giornali parlano di questo e sui social è un profluvio di adepti pentastellati che gridano al complotto, invocano pogrom negli uffici di governo, accusano il mondo intero di cospirare nei loro confronti.  I due commenti successivi sono tra i più pacati, basta surfare un po’ di bacheche e gruppi grillini per trovare ben altro.

Quando si tratta di giocare col sentiment del proprio cluster di utenza per polarizzarlo, non importa se in maniera diretta o indiretta, e mungerne consenso, la Casaleggio Associati è una formbidale macchina di propaganda e questo turno di battaglia sulla scacchiera del marketing politico lo portano a casa loro, mettendo Di Maio e Conte sulla cresta dell’onda di questo pop complotto.

Vedremo nei prossimi giorni cosa si inventeranno Luca Morisi e Capitan Salvini, c’è da essere sicuri che non sarà banale.