Fate presto a fare un governo e non faremo la fine dei radicali

Un paese di ignoranti e analfabeti, lo dicono anche i numeri. Allora forse questa è la politica che meritiamo: 3 candidati che hanno pochissimo da dire in termini politici e puntano tutto sulla pancia dell’elettorato, sullo sfogo, sulla polarizzazione estrema, demonizzando l’avversario e cercando lo scontro a tutti i costi.

Fortunatamente la frenesia e i colpi di coda della propaganda nella peggiore tornata politica degli ultimi decenni hanno finalmente lasciato spazio alla quiete prima della tempesta, per quanto i risultati sembrino abbastanza scontati.

Da un lato Matteo Renzi ha annunciato spavaldamente il suo restare in sella fino al termine di mandato come segretario del PD, sperando che l’emorragia di voti non si tramuti anche in una cruciale perdita di potere, dall’altro Berlusconi ha tentato di smarcarsi dalle polemiche per cercare di proporsi, nella fase finale della sua carriera politica, come mediatore e pontiere, non importa se di un governo di centrodestra o di larghe intese. Nel mezzo Di Maio, a partire dall’operazione di marketing legata alla squadra dei ministri, spavaldamente dichiara di avere già vinto, forse non a torto, mettendo di lato Grillo e il M5S, che non appare neanche più in forma simbolica. Di Maio è capo politico per 10 anni come sancito dall’assetto organizzativo, ma se non vince davvero rischia di dover fare i conti con quel che resta del M5S delle origini. Roberto Fico e gli altri ortodossi possono essere accontentati dalle poltrone di prestigio, gli altri chissà. L’immagine del nuovo corso governista targato Casalino-Spadafora è tutta in quest’immagine.

La narrazione pentastellata risulta vincente per la semplificazione estrema, quanto chiaramente mendace e propagandistica, del messaggio. Del resto se un partito si è presentato con una fake news nel simbolo (No al Gender nelle scuole), chi volete si meravigli se la propaganda pentastellata è (anche) questa qui?

Intanto nel resto del mondo qualcuno si pone domande che in Italia nessuno ha la forza di fare, una situazione che ricorda molto i primi anni del berlusconismo.

“Potrebbe essere potenzialmente l’uomo più potente d’Italia, eppure poche persone sanno chi è. Gli ambasciatori stranieri lo cercano, anche se non ha un incarico pubblico. Sostiene di essere un semplice membro di un movimento politico, offrendo volontariamente assistenza tecnica gratuita, ma i critici dicono che lui e la sua piccola società milanese controllano i voti, i candidati e le politiche del principale partito del paese”.

La metafora elettorale usata da Davide Casaleggio nel comizio finale lascia intravedere la consapevolezza del controllo assoluto e smaterializza definitivamente l’idea di “uno vale uno”, come spesso accade leggendo in filigrana i messaggi pentastellati: «un uomo può cambiare la vita di tanti, oggi noi stasera siamo tasti di una macchina».

Fine dei commenti e via all’aforismario apocrifo, che raccoglie citazioni di molti personaggi coinvolti, chi più e chi meno, nel racconto di questi giorni elettorali. Arrivederci al 5 marzo!!

“Lasciamo tutto così com’è, ma poi non lamentiamoci.”

“Il presidente del consiglio non viene eletto dagli italiani!!”

“Comanda il PD, lo sanno tutti!!”

“Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse sarà in grado di porne uno.”

“Il gender nelle scuole!!”

“I migranti prendono 35€ al giorno e hanno l’Iphone gratis appena sbarcati!!”

“Oggi siamo derisi, domani rideremo noi”

“Il capitale, ormai, vince sulla democrazia che sembra essere solo un intralcio, una perdita di tempo. Il capitale ha altri tempi, più veloci, e non vuole regole, mette i suoi rappresentanti nelle istituzioni.“

“L’ unico partito in Italia ormai siamo noi”

“Ricordati il tuo primo Vaffanculo…”

“Tutta la propaganda deve essere popolare ed il suo livello intellettuale deve essere regolato sull’intelligenza più limitata tra coloro verso cui è diretta.”

“Nessuno sarà lasciato indietro”

“La cosa bella dell’essere famosi è che, quando annoi le persone, queste pensano che sia colpa loro.”

“È finito il tempo dell’opposizione”

“Quaggiù il successo è il solo metro di giudizio di ciò che è buono o cattivo.”

“Fanno tutti schifo”

“Le nostre anime si sono corrotte nella misura in cui le nostre scienze, le nostre arti, hanno progredito verso la perfezione.”

“in Estonia dal 2005 con un clic su una tastiera, maledetta, votano dal 2005 e noi ancora lì, poi torni e dai la scheda, non la metti nemmeno più dentro perché c’è una specie di chip e una striscetta”

“Governare l’Italia non è impossibile, è inutile.”

“Siamo su un treno che va a trecento chilometri all’ora, non sappiamo dove ci sta portando e, soprattutto, ci siamo accorti che non c’è il macchinista.”

” il 47 % legge e scrive ma non capisce assolutamente il concetto, è sbadato, perde il senso critico, non distingue il vero dal falso”

“Solo perché si è paranoici non significa che non si abbia torto.”

“convergenze”, “punti programmatici”, “contratti”

“Un passo indietro, dopo aver fatto una strada sbagliata, è un passo nella giusta direzione.”