2018

Nell’ultimo post breve avevo promesso un recap, ma la folle accelerazione sulla campagna elettorale imposta dai fatti di Macerata impone di ripensare una buona parte di quanto era previsto. L’unico dato certo sul quale ragionare è che queste elezioni segneranno il transito definitivo di un’intera classe politica, un continuum che comprende l’ottuagenario Berlusconi  e il trentenne Di Maio.  Questa affermazione è annotabile su carta, scalpellabile su pietra, tatuabile su pelle, è l’unica certezza possibile nel caos  di questi giorni, settimane, mesi.

Ecco perché questo post è intitolato semplicemente “2018”, un po’ perché i numeri sono importanti, ma soprattutto perché questi numeri servono a imprimere nelle menti che il passaggio epocale, che pensavamo avvenisse a breve,  è  politicamente già avvenuto.

Se solamente un anno fa il capo politico del M5S avesse dichiarato “L’Ue non è un tema di politica estera, ma la casa naturale del nostro paese. E anche del Movimento 5 stelle” una buona parte dei fan pentastellati si sarebbe trovata in difficoltà. Oggi l’unica certezza che abbiamo è che stanno quasi tutti dietro a uno schermo, della tv o dello smartphone poco importa, a dire passivamente “sì signore”, come se ogni riferimento a una realtà politica anti-estabilishment costruita in anni e anni di attivismo fosse un’invenzione, una fake-news.

Non c’è solo questo, perché nel frattempo la notizia dell’arresto di Evariste Gal0is, hacker white hat che aveva segnalato alla Casaleggio Associati le vulnerabilità della piattaforma Rousseau, ha scatenato delle reazioni delle parti in causa che da un lato confermano l’idea che il M5S abbia una visione del digitale quantomeno arretrata e fondamentalmente aziendalistica, dall’altro rimandano a una cattiveria polizziottesca, lontana anni luce dai presunti atteggiamenti rivoluzionari o controculturali del partito ex-grillino, ora personalizzato da Di Maio e Casaleggio jr.

«Voglio ringraziare con il cuore e a nome dell’intero MoVimento 5 Stelle gli uomini e le donne della Polizia postale di Milano e del Cnaipic (il Centro nazionale contro i crimini informatici) che hanno individuato la persona responsabile dell’attacco hacker della scorsa estate contro la nostra piattaforma Rousseau»

Di Maio e Casaleggio plaudono all’arresto di uno studente universitario che aveva segnalato alla loro attenzione le falle della loro piattaforma di democrazia digitale, in una sorprendente continuità con Beppe Grillo, che nel 2005 mandò in galera un ragazzo di 19 anni, colpevole di aver diffuso il dvd dello spettacolo beppegrillo.it, come lui stesso aveva chiesto ai suoi fan.

Potrebbe andare peggio di così?

Assolutamente sì, infatti con lo scatenarsi della campagna elettorale il M5S ha messo tutte le forze in campo e una pagina facebook Wikileaks Italian ha iniziato a fare campagna elettorale strumentallizando Julian Assange.

Assange ha regolarmente smentito, così come hanno fatto persone che in Italia collaborano con la vera Wikileaks, mentre la pagina facebook in questione ha iniziato a usare argomenti ad personam e offese gratuite.

Ma c’è di peggio, ancora. La pagina Wikileaks Italian si scaglia anche contro Iacopo Jacoboni e David Puente, colpevoli di antigrillismo, oltre che contro Evariste Gal0is, colpevole di aver evidenziato le falle di sicurezza di Rousseau e Casaleggio Associati e confuso con Rogue0.

Poi parte la fake-news, ovvero si afferma che l’hacker arrestato sia rougue0. Notevoli i commenti dei fan della pagina, a livello del peggior complottismo pop-trash.

Ora, a scanso di equivoci, qui non si tratta di sostenere, o meno,  Wikileaks e Julian Assange, anzi. C’è qualcosa di elettivamente affine tra loro e il M5S.

Il problema è che qui si stanno letteralmente buttando al cesso decenni di lotte per i diritti digitali. Si sta confondendo la possibilità di fare post su Facebook per propaganda a un partito politico, con l’attivismo tout court. Ma questa è solo una parte effimera. Poi c’è la realtà fatta di cemento e corpi umani.

Si sta mettendo alla gogna uno studente universitario, mentre dall’altro lato c’è un’azienda di marketing e comunicazione, che ufficialmente gestisce i servizi informatici del M5S. Una società che ha potere economico e politico ma non sa gestirsi la sicurezza informatica e preferisce trovare capri espiatori da gettare in pasto ai media.

Firmiamo la petizione per Evariste Gal0is!

La rivolta degli informatici contro Casaleggio

L’hacker che aveva segnalato le vulnerabilità di Rousseau è sotto indagine