I numeri sono importanti

La campagna elettorale finora è stata quasi silente, i big politici si sono prevalentemente affidati alle promesse, tutte simili e tendenzialmente poco politiche, e alle invettive contro ciò che gli avversari hanno fatto o previsto di fare, esempio pratico togliere l’obbligo vaccinale vs. confermarlo.

Con l’irruzione sulla scena di un palestrato con tatuaggi nazifascisti che ha aperto il fuoco da una macchina in corsa contro alcuni immigrati, possiamo stare certi che da domani si aprirà definitivamente la corsa dei partiti verso il bersaglio grosso del 4 marzo. Eh no, non stiamo parlando di una fake news, o di un meme di Edward Norton in American History X,  questa storia è successa davvero.

Di Maio ha deciso di smarcarsi dai fatti di Macerata, forse un po’ per paura che qualcuno gli ricordi la convergenza con Salvini ed estrema destra su “taxi del mare” e “ONG che lucrano sul business dei migranti”, un po’ perché il M5S ha deciso proprio ieri, in tardo pomeriggio, di pubblicare i numeri delle Parlamentarie.  I numeri sono importanti, come l’ora dello screenshot.

 

I dati sono reperibili a questo indirizzo:  preferenze espresse 86175 da un totale di 38878 iscritti. Il post di un gruppo di attivisti fa giustamente notare come ci sia un calo drastico, in parte imputabile all’ultimo cambio di associazione e conseguente migrazione degli utenti.

Piccola curiosità: il pdf coi dati è su un server di proprietà di Amazon, società con la quale Casaleggio Associati collabora da anni, che di recente Luigi Di Maio ha criticato per via della presunta introduzione dei braccialetti elettronici per i lavoratori, cosa che secondo il candidato di Pomigliano sarebbe colpa del Jobs Act del PD. Un delirio che non vale nemmeno la pena commentare.

Per quanto si possa solo ipotizzare, la pubblicazione ha seguito un criterio mediatico, passando volutamente in secondo piano con un lancio tardivo, fatto a cavallo di un evento saturante l’attenzione collettiva, anche per bypassare le recenti dichiarazioni di Casaleggio sulla privacy di Rousseau. L’inchiesta che sta portando avanti Il Foglio lancia ombre piuttosto forti sulle recenti Parlamentarie e rende onore a chi da anni scrive di queste problematiche, sono solo Grillodrome.

Tornando ai numeri, per rendere meglio il concetto, sono 197.630 quelli che hanno votato per il candidato di minoranza del PD, Michele Emiliano: un confronto impietoso con la democrazia digitale grillina.

Un dato di sicuro interesse è che nel colleggio campano su circa 2000 votanti Di Maio ne ha presi 490, Roberto Fico 315. Le donne nel Lazio le più votate, Carla Ruocco 1.691 voti, Paola Taverna 2.136, infine Elena Fattori, in passato sfidante di Luigi Di Maio per la carica di Capo politico, con 1.173.

Alla fine qualcuno ce l’ha fatta anche per un pugno di preferenze, 40-50, il che dimostra quanto la democrazia digitale del M5S consista ben poco in termini di partecipazione, somigliando a una lotteria del clic, tra l’altro  decisamente buggata.

Non restano le urne per capire cosa ci aspetta, anche se la partita vera si giocherà a partire dal 5 marzo, per tutta una serie di motivi che analizzeremo nel prossimo recap.