Il Populismo e le sue maschere

Che cos’è oggi il populismo? Quali ne sono le cause e le conseguenze sulla vita quotidiana? In quali fenomeni si manifesta e dietro quali maschere, invece, si nasconde? Che differenza c’è tra qualcosa che è semplicemente popolare e quello che invece viene stigmatizzato come populista? In che modo si usa questo concetto nel senso comune e nel dibattito pubblico corrente? A proposito di quali soggetti lo si predica? E a partire da quali punti di vista, secondo quali attribuzioni di valore e con quali poste in gioco? E, ancora, che cosa ha a che fare con lo stato di sa- lute della democrazia oggi? Ne segnala la crisi irreversibile o esprime il bisogno di realizzarla ad un livello più profondo e radicale? Che ruolo vi giocano i processi di disintermediazione innescati dalla comunicazione digitale? Che effetti determina sui saperi esperti e sulla percezione e legittimazione pubblica della conoscenza scientifica?

Sono questi alcuni degli interrogativi a cui la sociologia può fornire delle risposte. All’incrocio tra postdemocrazia e controdemocrazia, tra ribellione delle masse e rivolta delle élite, tra società verticale e società orizzontale, quello che è certo è che il populismo è un fenomeno cruciale per capire come si stia trasformando la nostra società e il nostro senso dell’essere in comune. E la sociologia ha molti strumenti per aiutarci ad andare oltre le ma- nifestazioni più eclatanti del fenomeno del populismo e del carico di inquietudini e di indignazione di cui è espressione ricostruendo le condizioni che fanno sì che esso appaia una via d’uscita dai dilemmi e dai limiti della democrazia, così come dalle assunzioni di responsabilità – istituzionali ed individuali – che essa richiede.

Non ci si può infatti limitare a condannarlo come un fenomeno involutivo e deteriore, occorre – come ha osservato lo storico e politologo Pierre Rosanvallon in Pensare il populismo – mettere in campo una “scienza” di quella indignazione nella consapevolezza che il populismo “obbliga a pensare la democrazia per realizzarla meglio”.

L’iniziativa è organizzata dall’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e vede la parteci- pazione anche di studiosi delle seguenti strutture formative: Università degli Studi di Napoli Federico II; Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale, Università degli Studi di Catania, Università degli Studi di Firenze, IULM di Milano, Università degli Studi del Piemonte Orientale, Università del Salento, Università degli Studi di Salerno, Università degli Studi di Torino.

 

 

Giovedì 19 ottobre alle ore 10.30 in Aula D presso la sede centrale UNISOB, si terrà il seminario di studi Il populismo digitale, a partire dai volumi di Paolo Ceri e Francesca Veltri, Il movimento nella rete. Storia e struttura del Movimento 5 Stelle (Rosenberg & Sellier, 2017) e di Rinaldo Mattera,  Grillodrome, dall’Italia videocratica all’impero del clic (Mimesis, 2017), si rifletterà su crisi della rappresentanza, fine dei partiti tradizionali e demagogia elettronica.

INTRODUCE E COORDINA

Davide Borrelli
Università degli Studi Suor Orsola Benincasa

INTERVENTI

Alberto Abruzzese
IULM di Milano
Paolo Ceri
Università degli Studi di Firenze
Sergio Marotta
Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
Rinaldo Mattera
URiT – Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
Antonello Petrillo
Università degli Studi Suor Orsola Benincasa