Riusciremo mai a capirci qualcosa?

La risposta è assolutamente sì, ma solamente a patto di rivedere in modo radicale le categorie di giudizio sin qui utilizzate nei confronti del M5S.  Per riuscirci occorrono esempi pratici, presi dai recenti avvenimenti, il cui ovvio sbocco è, di conseguenza, capire le regole per le candidature dettate da Beppe Grillo.

  • La gestione della comunicazione

Quando c’è qualcosa di avverso, tipo la sentenza sulle regionarie in Sicilia, molti critici sono portati razionalmente a credere che ciò influisca nella percezione, in senso negativo,  che l’opinione pubblica e l’elettorato hanno del M5S.

Errore gravissimo, esempio pratico: credere che la gaffe di Cancelleri sulle donne possa essere usata per attaccare politicamente, come il PD ha pensato di fare. Volendo, sullo stesso argomento, il M5S ha espresso anche di peggio, come testimonia questo articolo.

Pensare che l’opinione pubblica sia composta in maggior parte da individui che si informano per poi costruirsi un’opinione e agire di conseguenza, a partire possibilmente da un background conoscitivo pregresso, di tipo etico-politico,  è sbagliato.

Il M5S non parla a persone che leggono Judith Butler o Michel Foucault. Non parla a chi conosce il diritto nei suoi aspetti complessi, parla a un popolo che crede ai giudici buoni, quando indagano i politici degli altri partiti e, allo stesso tempo, a quelli cattivi che indagano sulle magagne pentastellate. Questo accade perché la maggior parte degli individui, che votano e compongono l’opinione pubblica, crede alle narrazioni condivise, alle favole, esattamente come il bambino che pende dalle labbra della madre che racconta la fiaba della buona notte.

Il M5S parla alla maggiore audience possibile, come tutti i partiti che esaltano il populismo nella sua variante più estrema, inseguendo l’uomo della strada con le sue pulsioni, emotive, animalesche. La costruzione del discorso politico nel M5S si basa sul senso di affiliazione, in senso quasi settario, non a caso Beppe Grillo ha sempre parlato di valori “naturali” del suo movimento.

Si può discutere su cosa siano i valori “naturali” a patto di possedere competenze specifiche, che vanno dalle scienze politiche a quelle socio-antropologiche, alla storia e alla filosofia, altrimenti si rischia solo di fare fuffa. La stessa fuffa utilissima per fare popultainment, intrattenimento populista, che sui media digitali funziona molto meglio che su quelli tradizionali, dando spazio alle orde di adepti pronti a spingere, a colpi di like e condivisioni, qualsiasi contenuto.

Oppure si può tagliare corto e farsi un giro tra queste immagini. Giulivi è stato anche minacciato di morte, assieme alla compagna.

  • La costruzione della realtà

Di recente è uscito un testo molto interessante, Supernova, scritto da persone che nel M5S ci sono state per anni, con compiti piuttosto importanti. Il libro ricostruisce una serie di episodi che aiutano a comprendere molto bene le dinamiche aziendalistiche e poco democratiche all’interno della scatola nera del M5S. Tanto da meritarsi una recensione-stroncatura su uno dei quotidiani da sempre filo-grillini. La risposta degli autori non si è fatta attendere troppo, eccola.

Questo secondo punto, la costruzione della realtà, si lega chiaramente a quello precedente sulla comunicazione, la quale è anch’essa una costruzione. Ne consegue che gli adepti del M5S non crederanno mai a una realtà costruita diversamente, per quanto le basi possano essere concrete, o autorevoli i media che la veicolano.

Chi crede nel verbo di Grillo e Casaleggio vive nella realtà che i vari blog, tzetze, gruppi facebook, influencer, costruiscono appositamente per loro.

Motivo per il quale Grillo può scagliarsi contro i vitalizi ai parlamentari, senza che nessuno gli ricordi che lo prendono allo stesso modo anche i pentastellati, o che tutto sommato neanche è corretto parlare di vitalizio. In realtà deputati e senatori dovranno in ogni caso attendere i 65 anni, quelli al primo mandato, oppure i 60, per due o più legislature, per ricevere un assegno pensionistico.

I vitalizi sono stati aboliti nel 2012, gli attuali politici prenderanno una cifra intorno al migliaio di euro. Certo, bisognerebbe andare a scovare gli ex-parlamentari, rendendo la legge retroattiva. Basterebbe votarlo in Senato, ma evidentemente al M5S conviene molto più fare propaganda fine a se stessa, piuttosto che andare a votare compatti col PD, che al momento non ha la forza politica, i numeri, per farlo.

Piuttosto, perché Grillo non si occupa della rendicontazione dei suoi onesti naturali?

Se la parola orwelliana bispensiero non vi spaventa troppo, anche il secondo punto può dirsi concluso; arriviamo al dunque.

Le regole annunciate da Grillo per le votazioni del candidato premier rompono, per l’ennesima volta, uno dei principi naturali del M5S, ovvero la candidabilità degli indagati.

Come si fa giustamente notare qui, le regole sembrano fatte apposta per far vincere un candidato campano, appena trentenne, che ricopre la carica di vicepresidente della Camera. Di assoluto interesse il passaggio in cui si spiega che possono candidarsi persone

…che non abbiano tenuto condotte in contrasto con i principi, valori, programmi, nonché con l’immagine del MoVimento 5 Stelle, del suo simbolo e del suo Garante, siano attualmente parti ricorrenti e/o parti attrici in giudizi promossi avverso il MoVimento 5 Stelle e/o il suo Garante

Proviamo a immaginare  Renzi o Berlusconi dichiarare testualmente:  chi vuole correre alla succesione nel partito, non deve mai aver commesso psicoreati nei nostri confronti. Il Sacro Blog e qualche giornale ci camperebbe per giorni, invocando il golpe, il complotto, le cavallette, il tornado, Putin.

Chi vince queste elezioni interne al M5S, che non saranno certificate in termini di cybersecurity e quindi aperte a qualsiasi tipo di truffa telematica, diventerà, anche con un solo voto in più degli altri, Candidato Premier e Capo della forza politica.

Questo significa che a breve ci sarà la mutazione finale del M5S, Grillo probabilmente si sfilerà un po’ dal gioco, forse per paura delle cause e delle sentenze future, mentre Casaleggio e Di Maio si prepareranno a sferrare l’attacco decisivo per il governo del paese, verso elezioni che dovrebbero arrivare la primavera prossima.