La campagna elettorale sarà per stomaci forti

Gli scontri polizziotteschi degli ultimi giorni hanno dato l’ennesima occasione a Luigi Di Maio per rivendicare il suo ruolo di primo violino nel sistema di propaganda targato Grillo&Casaleggio.

Di Maio già in passato aveva dato solidarietà incondizionata alla Polizia, anche al Sindacato SAP,   i cui membri applaudirono gli agenti condannati per la morte violenta di Federico Aldrovandi.

La cosa non è passata inosservata, Ilaria Cucchi addirittura ha scritto una lettera a Grillo, un evento che conferma come ancora molti stentino a capire la posizione destrorsa del nuovo corso a 5 stelle.

Con una campagna elettorale alle porte, durante la quale gli argomenti sicuritari saranno all’ordine del giorno e lo scontro coinvolgerà campioni come Salvini e l’ultradestra in fervente ascesa lungo tutto lo stivale, è utopico credere che il M5S possa tornare a un atteggiamento para-sinistroide, come fu nei suoi primi anni.

La mutazione definitiva di Di Maio è una sintesi tra il primo Fini e il primo Berlusconi; se le uscite pro-polizia a prescindere confermano il primo paragone,  il video seguente dimostra il secondo:  metafora pallonara a uso e consumo del popolo alle prese con inizio di coppe e campionato, retorica del lavoratore indefesso, impermeabilità alla critica e nessuna risposta nel merito dei fatti.

Ci aspetta un autunno caldo, preparatorio di un confronto elettorale nel quale svetteranno i massimi esperti della politica spettacolo; il redivivo Berlusconi, il mai morto Renzi, l’agitatore Salvini.

A breve il M5S avrà la sua kermesse annuale, nel frattempo le votazioni online sono chiuse, dopo le terrificanti falle di sicurezza che hanno svelato l’inadeguatezza dei sistemi informatici e la loro manipolabilità. Quest’ultimo aspetto, forse il dato più preoccupante, in vista della ratifica interna, da parte degli attivisti del movimento, di un suo candidato. Che, al momento, difficilmente pare prevedibile possa essere qualcuno al di fuori di Di Maio.