Grillo e Casaleggio: la rete torna agli anni ’90

La vicenda di hackeraggio sembrerebbe essere chiusa qui.

Lo stesso Rogue0 rilascia un’intervista, su Wired.

Il blog di Grillo, che poi è anche il blog delle Stelle, che poi è sempre uno strumento della Casaleggio Associati per controllare la comunicazione del M5S, risponde in questo modo qui.

Il collegamento è inserito con donotlink, ma una discreta sintesi si può leggere qui e qui. Qualcuno ancora più incazzato ne scrive qui.

Entrare nel merito della polemica è imbarazzante. Intanto perché il comunicato, che in molti fanno risalire all’erede di partito Casaleggio Jr., non dice assolutamente nulla di concreto. Si tratta del solito mix di propaganda emozionale e i commenti dei fedeli al verbo lo testimoniano al meglio.

Praticamente, gli hacker del Pd, sempre loro.

Tranquilli, non c’è bisogno di nessun hacker, i vostri dati li gestisce già la Casaleggio Associati. E tutti coloro che hanno accesso, legalmente o illegalmente, ai suoi server. Si, anche gli spioni del governo USA, dato che la vostra azienda di marketing e comunicazione preferita intrattiene rapporti d’affari con le big corporation americane.

Marketing che, leggendo post del genere, funziona egregiamente.

Non poteva mancare l’esperto di sicurezza informatica, che ha studiato alla Caps Lock Sec. e cita termini tecnici ad mentula canis.

Alcuni anni fa il blog di Grillo, in maniera chiaramente strumentale, diede spazio a Richard Stallman. Il quale risposte così: “I think it is appropriate to criticize Grillo and M5S for using nonfree software and nasty devices such as iBads. It could encourage them to reconsider their practies. If so, that will be one good effect from their decision to interview me.”

In parole povere, Stallman, da storico sostenitore del free software, già anni fa metteva in guardia dal M5S, con i suoi sistemi chiusi e proprietari, che incoraggiava a riconsiderare e ripensare nei loro criteri di utilizzo. Inoltre, a cambiare decisamente direzione, prima di intervistarlo per poi strumentalizzare il tutto a fini propagandistici.

Grillo a fini propagandistici ha sempre cavalcato i fenomeni digital pop del momento, compresi i soggetti ben più complessi e vari della controcultura hacker, da Anonymous a Julian Assange.

Ora il problema è sostanzialmente giunto al punto di risoluzione. Più che trovarsi i ladri in casa, Grillo e Casaleggio si sono ritrovati un paio di hacker, uno che li ha avvisati di avere lasciato porte e finestre spalancate, l’altro che stava in mansarda da anni senza che loro si accorgessero di nulla.

Siamo nel 2017, tanto il Datagate che Echelon sono ormai fenomeni storicizzati. Negli ultimi anni i problemi delle guerre cybernetiche, della privacy e dei dati personali, dei ransomware e dei sistemi operativi vulnerabili, sono giunti anche all’orecchio del più sprovveduto degli internauti.

Grillo e Casaleggio sono ancorati a una visione utopica della rete, decisamente fuori dalla realtà di quest’epoca; in gioco ci sono i voti di milioni di italiani, i dati di migliaia di fan del M5S registrati nei loro database, per certi versi il futuro della cyberdemocrazia in Italia.

Con le elezioni politiche nazionali ormai alle porte, il rischio di un minidatagate tutto italiano non è così remoto e potrebbe essere il colpo definitivo alla libertà di internet nel nostro paese, che potrebbe diventare il parco giochi privato di qualcuno, ai danni di tutta la comunità.