Tempi confusi, giganti in estinzione e nani da giardino

Escludendo le elezioni che termineranno oggi coi ballottaggi e di cui parleremo nei prossimi giorni, l’argomento più interessante è sicuramente la morte del grande giurista Stefano Rodotà.

Il suo pensiero e le sue categorie politiche sono citate in Grillodrome e la sua grande battaglia, a favore dei beni pubblici, a tutela della privacy, per i diritti civili e quelli digitali, rischia di essere ormai soffocata da una congiuntura storica in cui determinati valori sembrano volatilizzarsi, a favore del turbo capitalismo e della governance trans-nazionale.

Rodotà è stato un politico indipendente ma di sinistra, con simpatie che andavano nel senso del radicalismo e del comunismo. Senza entrare nella polemica sul suo “uso” da parte del M5S che nel 2013 lo voleva presidente della Repubblica, va notato che oggi la sua morte non ha destato particolare clamore sui canali grillini. Del resto proprio Rodotà ci aveva visto lungo sulla politica di Grillo, sostenendo in un’intervista del 2012:

Il fatto che Grillo dica che sarà cancellata la democrazia rappresentativa perché si farà tutto in Rete, rischia di dare ragione a coloro che dicono che la democrazia elettronica è la forma del populismo del terzo millennio. Queste tecnologie vanno utilizzate in altri modi: l’abbiamo visto con la campagna elettorale di Obama e nelle primavere arabe. Poi si scopre che Grillo al Nord dice non diamo la cittadinanza agli immigrati, al Sud che la mafia è meglio del ceto politico, allora vediamo che il tessuto di questi movimenti è estremamente pericoloso. E rischia di congiungersi con quello che c’è in giro nell’Europa. A cominciare dal terribile populismo ungherese al quale la Ue non ha reagito adeguatamente”


Argomenti che invece vanno a suffragare l’analisi di una spaccatura concreta tra i correntai di potere a 5 stelle, sono ritrovabili nel posizionamento pro-EU di Carla Ruocco, membro del Direttorio che è stato anche al World Economic Forum.  Una posizione che stride rispetto a quanto spesso sostenuto dal candidato in pectore Di Maio.

Un’altra bordata, sempre dalla regione Campania, è diretta ancora verso Luigi Di Maio dalla senatrice Paola Nugnes, una che a detta di molti ha sempre comandato le fila dei meetup di una regione tra le prime a ospitare le battaglie grilline. Le sue parole  – “Nel mio Movimento non c’è posto per Almirante” oppure “Luigi sa stare meglio in Tv. Dovrebbe portare la voce di tutti, invece scivola su posizioni personali”   sono chiare e danno sfogo in senso politico a forti tensioni che si annidano tra i nodi di potere della galassia grillina.

“Io sono con Beppe dagli albori del blog, sono proprio quella che si definisce una grillina. C’è invece chi è arrivato da poco, da massimo 5 anni. Per me uno vale uno e Di Maio è  un portavoce che semplicemente sa stare meglio in Tv. Ma deve Portare la voce di tutti.Ogni tanto, invece, quando scivola su posizioni più personali vuole dire che non ha portato la mia voce. Tra me e lui c’è una cosa in comune: siamo entrambi campani.”

C’è poi questa chicca, l’ennesima gaffe di Luigi Di Maio, nel video si assiste anche alla reazione di Di Battista, che potrebbe essere malignamente interpretata.

Il sistema di potere del M5S in stile marketing piramidale da qui in poi ci offrirà sempre più di queste schermaglie, in quanto il vertice del potere – Grillo e Casaleggio – da tempo ha fatto capire a chi sta sotto che nessuno è intoccabile, ma tutti sono utili fino al rompete le righe, ovvero le prossime elezioni.