Febbre a 40

Le recenti elezioni amministrative hanno mostrato quanto sia complicato navigare a vista nelle acque del tripolarismo. In alcuni casi il vecchio bipolarismo, specialmente dove il centrodestra è stato capace di correre unito, è riuscita a spuntarla, addirittura in un posto come Taranto, dove Grillo si era impegnato in prima persona, fiutando l’odore del sangue. Invece al ballottaggio ci vanno appunto gli altri partiti. Del resto il candidato del M5S aveva preso 107 voti online, a dimostrazione che sui territori la politica non si fa solo coi clic.

Se il centrodestra torna unito non danneggia solo il M5S, che perde il voto emozionale dei transfughi dal berlusconismo e dal leghismo, ma anche Renzi, che quando ha preso il 40% alle elezioni europee ci è riuscito proprio andando a rubacchiare voti in casa del Cavaliere e di Salvini.

Inoltre una destra rossobruna è ormai sdoganata a livello elettorale, si veda il successo di Casa Pound a Lucca. Questo significa che Grillo deve iniziare a rimestare altrove, mentre Renzi dovrà iniziare a guardare più a sinistra. O magari candidare Diego Fusaro.

Con una lunga estate alle porte e il timore di un autunno mediamente caldo, leader e partiti dovrebbero probabilmente ricominciare a guardare al dato politico, ai contenuti, alla partecipazione sui territori. Per il momento è più facile credere che il balletto mediatico continuerà fin sotto gli ombrelloni.

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