Di voto e democrazia

La giornata del 10 giugno va sempre ricordata per l’anniversario del barbaro assassinio di Giacomo Matteotti da parte dei fascisti. Un evento che dovrebbe sempre essere tenuto a mente per chi crede nella democrazia, nel progresso civile di una società dove la corruzione e la violenza dei regimi vengono messe da parte a favore di processi di partecipazione libera.

Oggi 10 giugno 2017 è anche la vigilia delle elezioni locali che coinvolgeranno circa 10 milioni di italiani, chiamati al voto in città e comuni. Quasi non stupisce  la scomparsa dei contenuti politici da queste elezioni, poverissime di comizi e di confronti. Piazze avare di partecipazione anche per Beppe Grillo, nonostante lo spettacolo comico offerto gratis.

Il bersaglio grosso delle elezioni nazionali ha tenuto banco negli ultimi giorni e i balletti sulla legge elettorale per molti versi hanno favorito Renzi, uscito rafforzato politicamente e nell’immagine. Aspettando il 2018 rischia qualcosa, ma intanto lascia incombenze pesanti a Gentiloni e spera che nessuno a sinistra osi proporre un soggetto politico alternativo. Un partito di sinistra vera, capace di tornare sul campo dei diritti e delle lotte sociali, piuttosto che sul rafforzamento dell’individualismo neo-liberista di stampo centrista che tanto piace al toscanaccio. I segnali dall’estero, Inghilterra e Spagna su tutti, ci sono, vedremo in Italia chi saprà, o vorrà, raccogliere la sfida.

Tirano un sospiro di sollievo anche i politici pentastellati, che avranno più tempo per riorganizzarsi e magari capire se ci sono margini di manovra rispetto all’estabilishment aziendale e alla linea dura del capo-politico. Il nervosismo tradito da Grillo nelle ultime uscite, tra attacchi ai giornalisti e curiosi richiami all’essere francescani suo e di Casaleggio – eppur da qualche parte San Francesco avrà parlato di ville, yacht e società multinazionali – è figlio di un’occasione persa, ovvero cavalcare l’estate sull’onda di una veloce campagna elettorale che avrebbe portato a un governicchio Renzusconi e un sicuro autunno caldo. Uno scenario perfetto per continuare a tessere relazioni per formare un nucleo di personaggi di peso – magistrati, accademici, imprenditori – per ovviare alla cronica mancanza di esperienza e capacità politica.

Le elezioni amministrative probabilmente sposteranno poco e anzi metteranno in luce la cronica difficoltà della pratica politica ai tempi della personalizzazione estrema, in cui i leader carismatici serializzano e scenarizzano la propria presenza, ma senza proporre strumenti concreti per il governo del sociale.

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