50 sfumature di Grillenzusconi

  1. Sta facendo scalpore l’asse tra Grillo, Renzi e Berlusconi per approvare in fretta e furia una legge elettorale che consenta una veloce campagna elettorale balneare e voto a settembre
  2. Le critiche provengono da tutte le parti, comprese testate come La Repubblica o Il Fatto Quotidiano
  3. La legge elettorale spacciata per vicina al modello tedesco in realtà sarebbe molto simile al solito modello italiano: parlamentari nominati, capilista bloccati
  4. Avremmo una sola scheda per ogni ramo del Parlamento, senza poter scegliere alcun candidato
  5. Barrando il simbolo di un partito implicitamente si vota il candidato del nostro collegio (indicato a sinistra della scheda) e il listino bloccato dello stesso partito (a destra)
  6. Capolista bloccato, primo del listino e nominato in automatico dal capo, ecco come procederebbero i candidati  sicuri di essere eletti.
  7. Quelli davvero scelti dai cittadini all’uninominale non sarebbero mica certi di entrare in Parlamento; il vero eletto verrebbe escluso, il seggio andrebbe al nominato
  8. Se in Germania ogni candidato può presentarsi al massimo in un collegio uninominale e in un listino proporzionale, qui invece non solo può farlo in un collegio uninominale, ma può dilagare in tre listini proporzionali
  9. Un modo come un altro per garantire il  paracadute elettorale  a personaggi che i partiti desiderano far eleggere
  10. Dove sono finiti i proclami del M5S contro il parlamento dei nominati?
  11. Ammesso che passi un emendamento contro le multicandidature, il succo della legge non cambia
  12. Grillo ha stoppato sul nascere ogni dissenso interno, appellandosi alla decisione dei votanti su Rousseau
  13. La piattaforma Rousseau conta al massimo su poco più di 200.000 attivisti certificati e realmente attivi
  14. Con 250.000 voti Michele Emiliano ha ottenuto meno del 10% dei consensi alle primarie del PD.
  15. Lo scollamento tra la base grillina e l’estabilishment è sempre più evidente
  16. Grillo può far valere il pugno di ferro  – Non Statuto, ruolo di garante, ruolo dirigenziale di Casaleggio – contro i dissidenti come Paola Taverna e Roberto Fico, notoriamente l’ala talebana del M5S
  17. Andando a votare a breve si porrebbe il limite dei due mandati all’interno del M5S
  18. Di Battista e Di Maio si atterranno al limite dei due mandati o lo metteranno in discussione, come piano piano hanno messo in discussione i vecchi proclami di “no televisione” e “no accordi coi poteri forti”
  19. Di Battista è stato uno dei primi a sostenere che al momento il M5S deve fare la legge elettorale in accordo col PD e col PDL
  20. Con questa legge elettorale, in uno scenario tripartito Grillo-Renzi-Berlusconi,  è molto difficile che si ottenga la governabilità
  21. Facilmente Renzi e Berlusconi dovrebbero accordarsi per formare un governo, che avrebbe vita breve, dilaniato dai personalismi dei due leader e dai correntai
  22. Un governo che nei prossimi anni dovrebbe sostenere misure impopolari
  23. Uno scenario favorevole al M5S: governo di inciucio PD-PDL, opposizione su tutto da parte dei pentastellati
  24. La soluzione migliore per Grillo e Casaleggio: fare piazza pulita dei miracolati, degli eletti della prima ora che hanno gustato il potere, dei personaggi fuori controllo
  25. Prendendo tempo, Grillo e Casaleggio potrebbero continuare a corteggiare il partito dei giudici, cercare appoggi coi poteri forti come da tempo il nuovo corso post-Ivrea sancisce
  26. Altri anni di governicchio istituzionale porterebbero vantaggio ulteriore al rafforzamento del blocco sociale trasversale del M5S
  27. L’italiano medio è tendenzialmente individualista ed eversivo, passivamente delega il proprio disagio polarizzandolo nei leader carismatici e populisti, un carattere formatosi nel ventennio fascista
  28. Questo sentimento ha cementato la grande vittoria del primo centrodestra berlusconiano, quello dell’asse Lega Nord e Alleanza Nazionale che univano la terza Italia in crisi al nord e il conservatorismo al sud nel disegno unificante del cavaliere meneghino
  29. Berlusconi è ormai al crepuscolo, la sua figura è storicizzata anche da serie tv come 1993, ma è l’unico che in campagna elettorale potrebbe sparigliare
  30. Renzi parte da una posizione perdente, non ora ma da sempre: prima ha tentato di personalizzare il partito seguendo le orme del Cavaliere, poi ha inseguito Grillo nella comunicazione sul web
  31. Nell’economia digitale chi arriva dopo in un mercato può solo accompagnare
  32. Le campagne elettorali governate dal marketing, nell’era digitale, sono necessariamente campagne complesse, la personalizzazione non basta più
  33. Renzi, Grillo e Berlusconi nascondono dietro la personalizzazione una sola grande verità: la mancanza di contenuti politici
  34. Una legge elettorale con sbarramento al 5% in un paese che non ha mai realmente superato l’attitudine al proporzionale significa tagliare le gambe non solo agli Alfano o ai Mastella, ma distruggere i soggetti politici legati alla tradizione territoriale o ideologica
  35. Sembra evidente come andare a elezioni in questo modo serva a rafforzare le posizioni di potere personale di Renzi e Grillo, col terzo incomodo di Berlusconi
  36. L’unico che vince sempre in questo caso è proprio Grillo; un paio d’anni di governo Renzusconi, elezioni subito dopo con la possibilità di far entrare chi dicono lui e Casaleggio
  37. Mi avevi promesso 50 sfumature e siamo arrivati nemmeno a 40
  38. Ok, adesso andate a chiedere a Grillo&Casaleggio di certificarvi le votazioni o farvi vedere i log dei server
  39. Nell’era della post-verità, 2+2 difficilmente fa 4
  40. Magari fa 40, o anche 50

Dystopia, ©2017 StephanoAnt

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